La maglia rosa, la corsa rosa, le pagine rosa che raccontano e la valle che si tinge di rosa al suo passaggio e infine lo scudo rosa dedicato alle tappe più epiche della competizione.
Le alte terre sono da sempre il tribunale supremo dove il Giro d’Italia si trasforma in mito. Il Passo dello Stelvio, storica “Cima Coppi”, è l’altare sacro della corsa rosa.
Qui Fausto Bertoglio costruì nel 1975 il suo indimenticabile successo finale.
Ma la vetta sa essere crudele: Ivan Basso vi perse il primato in crisi nel 2005.
Anche João Almeida cedette la maglia sui suoi 48 tornanti nell’edizione 2020.
Lo Stelvio unisce l’epoca eroica alla modernità di Thomas De Gendt e Hesjedal. Fausto Coppi resta il re più giovane: trionfò a soli 20 anni nel 1940. Record di abissi:
Alfonso Calzolari nel 1914 vinse con quasi due ore di distacco. Il Mortirolo, dal 1990, ha ridefinito il limite estremo della fatica umana. Tredici chilometri spietati al 7,6% dove i polmoni bruciano ad ogni pedalata.
Nel 1994, Marco Pantani conquistò l’Aprica staccando il grande Miguel Indurain.
Ma il Mortirolo fu anche il suo dramma nel 1999, sospeso mentre dominava il Giro.
Livigno detiene il record moderno: la tappa più vista con 3 milioni di spettatori.
Un’ondata di passione che ha celebrato le vette innevate dell’Alta Valle. Bormio, la “Magnifica Terra”, è il traguardo naturale di tappe epiche e difficili.
Nel 2025 ha accolto la 17ª frazione dopo le scalate di Tonale e Mortirolo.
Lo strappo delle Motte è stato l’ultimo dente velenoso prima dell’arrivo a Bormio.
Simon Yates è entrato nella Hall of Fame vincendo quell’edizione nel 2025. Morbegno, regina delle partenze, ha lanciato la carovana verso il traguardo finale.
Il Passo Gavia resta impresso per la bufera del 1988, un vero inferno bianco. Roberto Visentini, talento e testardaggine, brilla con merito nella Hall of Fame.
Ha sfidato i giganti del pedale sulle strade di casa tra le maestose Alpi Retiche.
Anche le donne scrivono la storia: Aprica ha ospitato il Giro Women 2025.
Novantanove chilometri di ascesa risalendo la vecchia strada da Corteno Golgi.
Da Binda a Merckx, i plurivincitori hanno tutti sudato su queste rampe storiche.
Le alte terre e il Giro: un secolo di racconti e di amore reciproco.
Luca Poletti
