Rosse le creste che ornavano i cimieri, rossi anche i loro mantelli svolazzanti che attraversavano la valle.

La Via Valeriana è uno dei percorsi storici più significativi della Lombardia alpina: un itinerario che attraversa la Val Camonica lungo il versante orientale del Lago d’Iseo e mette in relazione, attraverso i valichi montani, le vie di comunicazione verso la Valtellina.
Il nome è stato tradizionalmente collegato alla gens Valeria, famiglia dell’antica Roma, ma l’etimologia resta ipotetica e non esistono documenti che attestino con certezza l’origine del toponimo.
Il tracciato della Via Valeriana camuna ha origine in area sebina, presso Pilzone d’Iseo, segue a mezza costa la sponda orientale del lago fino a Pisogne e poi risale la valle attraverso centri come Darfo Boario Terme, Breno e Capo di Ponte. In epoca premoderna costituiva un percorso fondamentale per collegare pievi, mercati e insediamenti posti sui versanti, prima che le moderne strade di fondovalle ne riducessero la funzione primaria.
La via privilegiava i rilievi collinari per evitare terreni instabili e zone paludose; lungo il suo tracciato si conservano ancora oggi chiese di origine medievale, torri e siti fortificati, testimonianza del suo ruolo commerciale e strategico.
Una delle diramazioni storiche del percorso proseguiva verso nord-est e, attraverso il Passo dell’Aprica, oltrepassava lo spartiacque alpino raggiungendo la Valtellina, con approdo in area tellina (Teglio) e successivi collegamenti verso i borghi di mezza costa fino a Sondrio e quindi al Lario. In questo territorio sono attestati reperti archeologici di epoche diverse, che documentano una frequentazione antica delle vie di transito alpine.
A differenza delle grandi strade consolari, la Via Valeriana non compare negli itinerari romani ufficiali, come la Tabula Peutingeriana o l’Itinerarium Antonini; ciò suggerisce che fosse una rete viaria di ambito soprattutto locale, pur essendo essenziale per le comunità che la percorrevano.
Nel Medioevo il tracciato mantenne la sua importanza: lungo la via sorsero strutture difensive e centri abitati che controllavano i passaggi e il traffico vallivo.
Oggi la Via Valeriana è stata recuperata come itinerario escursionistico e culturale. Dal Lago d’Iseo verso le alte valli, il cammino attraversa paesaggi di grande valore storico e ambientale — vigneti terrazzati, borghi, chiese e testimonianze del passato — invitando a riscoprire la storia passo dopo passo e il legame tra territorio e comunità.
Luca Poletti
VIA VALERIANA
WAYS OF THE EMPIRE
Red were the crests adorning their helmets, and red too the flowing cloaks that crossed the valley.
The Via Valeriana is one of the most significant historic routes of Alpine Lombardy: an itinerary that runs through Val Camonica along the eastern shore of Lake Iseo and, via mountain passes, connects with the routes leading towards the High Lands of Valtellina.
Its name has traditionally been linked to the gens Valeria, a family of ancient Rome, although this etymology remains hypothetical and there is no documentary evidence to confirm the origin of the toponym with certainty.
The Camunian stretch of the Via Valeriana begins in the Sebino area, near Pilzone d’Iseo, following a mid-slope course along the eastern side of the lake as far as Pisogne, before climbing the valley through settlements such as Darfo Boario Terme, Breno and Capo di Ponte. In pre-modern times, it served as a fundamental route linking parish churches, markets and hillside communities, before modern valley-floor roads reduced its primary function.
The route favoured elevated ground in order to avoid unstable terrain and marshy areas; along its course, medieval churches, towers and fortified sites can still be found, bearing witness to its commercial and strategic importance.
One of its historical branches continued north-eastwards and, crossing the Alpine watershed via the Aprica Pass, reached Valtellina, arriving in the area of Teglio and then connecting with the hillside villages as far as Sondrio and ultimately the Lario (Lake Como). Archaeological finds from different periods have been discovered in this region, attesting to the ancient use of these Alpine transit routes.
Unlike the great Roman consular roads, the Via Valeriana does not appear in official Roman itineraries such as the Tabula Peutingeriana or the Itinerarium Antonini; this suggests that it was primarily a local road network, albeit one of essential importance to the communities that used it.
During the Middle Ages, the route retained its significance: defensive structures and settlements arose along its course, controlling passes and valley traffic.
Today, the Via Valeriana has been restored as a hiking and cultural itinerary. From Lake Iseo to the upper valleys, the route crosses landscapes of remarkable historical and environmental value—terraced vineyards, villages, churches and traces of the past—inviting visitors to rediscover history step by step and to reconnect with the deep bond between land and community.