Non puoi sbagliare colore, altrimenti non lo sai ancora ma sei daltonico!
Verde è la sua acqua, i campi che bagna e le montagne che nell’Adda si affacciano.
Il viaggio comincia nel respiro gelido e purissimo del Parco Nazionale dello Stelvio, dove l’Adda vede la luce a 2.122 metri nella Val Alpisella. Qui, tra le vette delle Alpi Retiche, il fiume è poco più di un segreto sussurrato tra le rocce, prima di scendere verso la conca di Bormio. Per chi vive in Alta Valle, questo ruscello è un compagno d’infanzia che attraversa i paesi portando con sé l’eco dei ghiacciai.
Non è un fiume navigabile ma comunque da sempre rappresenta una risorsa essenziale per il territorio, e lo puoi seguire ed ammirare seduto sul sellino di una bici, oppure a piedi.
Benvenuto sul Sentiero Valtellina!
A Bormio, dove le storiche terme offrono ristoro da secoli, il Sentiero Valtellina inizia a distendersi, diventando subito il palcoscenico della vita quotidiana dei locali.
Scendendo verso Tirano, il sentiero non è solo una striscia di asfalto, ma un filo teso tra culture: qui le mura volute da Ludovico il Moro racchiudono un centro storico che profuma di storia e di ottimi vini. I valtellinesi guardano con orgoglio al passaggio del Trenino Rosso del Bernina, patrimonio UNESCO, che da qui sfida le vette. Poco lontano, il Parco delle Incisioni Rupestri di Grosio ricorda che l’uomo ha scelto queste sponde come casa fin dalla notte dei tempi.
Il legame della popolazione con la propria terra si fa tangibile nel tratto centrale della valle. A Sondrio, il Castello Masegra sorveglia dall’alto il cammino, offrendo un balcone panoramico che abbraccia i tetti della città e i vigneti terrazzati. Più a valle, a Morbegno, il settecentesco Ponte di Ganda si erge con la sua solida struttura a dorso di mulo: un simbolo di resilienza, costruito per resistere alle piene dell’Adda e unire indissolubilmente le due sponde.
Queste ciclabili sono un atto d’amore collettivo: la loro realizzazione è stata possibile grazie all’impegno delle Comunità Montane, che hanno investito nel territorio per trasformare vecchi sentieri in luoghi di incontro. Per un valtellinese, percorrere i 114 km del Sentiero significa sentirsi a casa, tra filari di viti e meleti che scandiscono le stagioni.
Alle porte del lago, presso Colico, il paesaggio si apre nella maestosa Riserva Naturale Pian di Spagna, un santuario di biodiversità dove l’Adda rallenta il suo corso prima di tuffarsi nel Lario. Qui, il profilo severo del Forte di Fuentes ricorda tempi di battaglie e confini.
Ma la storia si biforca: verso nord-est si risale la Ciclabile Valchiavenna. Per i chiavennaschi, questi 40 km sono un tesoro di famiglia che unisce Colico al confine svizzero della Val Bregaglia. È un percorso che profuma di atmosfera mitteleuropea, dove la storia affiora tra gli scavi archeologici di Piuro e l’eleganza di Palazzo Vertemate Franchi. E quando si giunge al cospetto delle Cascate dell’Acquafraggia, il fragore dell’acqua sembra celebrare l’unione eterna tra l’uomo e la natura di queste valli.
Chi pedala, cammina e corre su questi sentieri è testimone di una storia scritta con la pietra, con l’acqua e con la passione della sua gente .
Le nevi delle Alte Terre si sciolgono e attraverso il lungo fiume verde, di mare in mare, raggiungono i quattro angoli del mondo.
Luca Poletti
