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PARCHI E AREE PROTETTE

Il mosaico di smeraldo: unvViaggio tra le alte (e basse) terre di Valtellina e Valchiavenna.

Immagina un regno dove il verde non è un semplice colore, ma un mosaico vivo che avvolge oltre la metà del territorio.

Qui, tra Valtellina e Valchiavenna, la natura non è solo cornice, ma capolavoro assoluto.

Al centro di questo scenario maestoso svetta il Parco Nazionale dello Stelvio, un gigante che si arrampica dai pascoli profumati fino ai regni del gelo perenne, toccando i 3.905 metri sulla cima dell’Ortles. In questo santuario d’alta quota, mentre stambecchi e camosci sfidano la gravità, i grandi signori dell’aria — l’aquila reale e il maestoso gipeto — solcano i venti osservando i resti della “Guerra Bianca” ancora incisi tra le rocce. Ma c’è un antico protagonista che sta riscrivendo gli equilibri: il lupo, tornato a percorrere i sentieri, riportando con sé il brivido della selva e una nuova, complessa armonia ecosistemica.

La vita pulsa anche nei torrenti spumeggianti: tra i sassi del fondo si nasconde il timido scazzone, piccolo bioindicatore di acque purissime, mentre le trote mediterranee nuotano nelle pozze profonde, schive sentinelle della purezza alpina.

Il viaggio prosegue tra gemme preziose e raccolte. La Val di Mello, con le sue cattedrali di granito, è il cuore selvaggio più vasto della Lombardia.

In Valchiavenna, le Marmitte dei Giganti rivelano i segreti dei ghiacciai: cavità spettacolari scavate dall’acqua vorticosa che raccontano di epoche lontane e dell’antica arte della pietra ollàre.

Poco distante, il Pian di Spagna si rivela come un santuario d’acqua e terra di 1600 ettari, dove il fiume Adda incontra i laghi di Como e Mezzola in una vasta zona umida. Snodo vitale sul corridoio migratorio tra Africa e Nord Europa, offre rifugio tra canneti e ninfee a centinaia di specie di uccelli acquatici, aironi e cigni reali.

Tra cervi e fioriture lacustri, la riserva custodisce anche i segreti storici del seicentesco Forte di Fuentes e dell’antica via Regina. È un paradiso per l’osservazione ornitologica, dove ogni battito d’ali racconta la complessa trama della biodiversità alpina.

In queste valli, la conservazione è una missione quotidiana: la cura della rete sentieristica e il monitoraggio delle specie sono i fili che tessono il legame inscindibile tra l’uomo e la montagna.

Percorrere queste terre a passo lento significa entrare in un dialogo autentico con il paesaggio, un invito a conoscere, rispettare e amare un patrimonio che emoziona e appartiene al mondo intero.

“Parchi e natura” è anche il tema della “Mostra Internazionale dei Documentari sui Parchi” che trasforma la città di Sondrio in un palcoscenico mondiale. Questa celebrazione non è solo cinema, ma celebra il legame profondo che unisce le Alte Terre la cultura globale alla natura selvaggia. Attraverso immagini di eccezionale bellezza, l’evento sottolinea la rilevanza della tutela ambientale, radicando la sua forza nell’identità montana di queste terre.

È un invito a esplorare l’anima delle aree protette, a vivere un dialogo vitale e stimolante tra uomo e natura.

Luca Poletti